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Tecno-dipendenza e libertà di scelta

Quello che voglio raccontare della mia esperienza con le dipendenze è il senso di vuoto che si cerca di riempire con l’oggetto, in questo caso il telefono o il social – ma può essere anche il cibo, l’alcool o lo shopping. Si crede che quell’oggetto sia la salvezza, la fonte della felicità e si hanno grandi aspettative, che vengono spesso deluse.

Ma basta una volta, una sola volta di soddisfazione, per creare una continuità, per tentare ogni volta la fortuna, come alle slot machine.

Per uscire, ho voluto fortemente tornare ad essere viva e partecipe, perché il telefono e i social, quando ne si è dipendenti, isolano dalla vita vera e mantengono l’illusione di vivere un mondo migliore o comunque sotto controllo, da cui possiamo staccarci in qualunque momento, togliendoci ogni responsabilità.

Sono uscita dalla dipendenza e resto vigile ogni giorno grazie al fatto di essermi data una possibilità, di aver cercato un’alternativa ed aver aperto gli occhi verso quello che c’era intorno a me, il quale – bello o brutto che fosse – rappresentava la verità.

Dipendenza significa anche credere che ci sia una sola via, un solo modo per comunicare, per stare bene, per godere, per soddisfarsi, per superare una difficoltà.

Uscire dalla dipendenza significa darsi altre possibilità, aprirsi alle alternative.

Uscire dalla dipendenza, in poche parole, significa essere liberi.

Rossella Incanto