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Donne Cattive

Ci vengono proposte immagini della donna vittima, remissiva, schiava.

Donne che poi tirano fuori la loro forza e superano le difficoltà. Bello… utile…

Ma di tratta sempre di donne oppresse. E quando sono invece le donne ad essere carnefici?

Quando è una donna ad invadere, picchiare, fare a pezzi, abusare?

Si parla mai della madre che stupra il proprio figlio o la propria figlia? Perché è considerato normale che un padre sia violento con i propri figli, mentre invece rifiutiamo l’idea che sia la madre a farlo?

Ci sono donne a capo di bande criminali, donne che distruggono l’ambiente, che picchiano gli animali, commissionano omicidi, evirano gli amanti. Una donna che ha tagliato il pene del proprio amante è diventata famosa.

Talvolta succede di sentir parlare di donne cattive, ma la cosa passa sempre in secondo piano. Siamo troppo abituati a vedere gli uomini come violenti e le donne come povere vittime. In questo modo, agli uomini viene privato l’accesso alla propria parte sensibile e le donne rifiutano i propri istinti aggressivi.

Si crea un circolo vizioso in cui le donne sono sempre più represse nella loro forza e gli uomini nella loro sensibilità. Viviamo in un continuo squilibrio e gli individui si sentono monchi.

Esistono associazioni per la difesa di uomini maltrattati dalle donne?

Solo l’idea fa ridere alcuni. Perché? Perché la donna è sempre la più debole? Perché un uomo che si lascia sottomettere da una donna è una mammoletta? Perché ad una donna viene tolta la possibilità di essere più forte di un uomo?

Quali sono le idee e i preconcetti dentro a cui siamo ancora incastrati?

Alla donna è stato dato il ruolo di debole. Anche quando si parla in difesa delle donne, le si riveste sempre del ruolo di vittima. Le associazioni si occupano di dare loro un rifugio protetto. Benissimo. Dopo cosa succede? Manca un pezzo. Aiutare le donne a riconoscere come propria quell’aggressività che hanno subìto (e che hanno inconsciamente delegato)

Anche le donne hanno una grande forza che può essere distruttiva, ma se ne parla mai?

Le madri sono libere di dire che alle volte vorrebbero uccidere il proprio figlio? Sono libere di raccontare quanto sono esasperate, nervose e spesso infuriate con le proprie creature? Esistono mamme che ammettono di avere pensieri trucidi sui propri figli? Alle mamme è concesso non poterne più? Oppure, come mi sembra che sia, alle donne e alle madri è chiesto di essere tolleranti oltre ogni limite? Le donne, infine, sono viste come quelle che possono sopportare tutto, prendersi qualunque carico. Le solite vittime remissive

La figura della madre santa è ancora molto presente nella nostra cultura

La donna, costretta ad essere brava, buona e mansueta, reprime i propri istinti con conseguenze varie, tra cui sintomi infiammatori, incidenti, malattie, problemi relazionali con gli uomini (che sono il riflesso del suo lato maschile) e con disturbi del comportamento, come isteria, violenza o auto-distruttività, auto-sabotaggio

La donna ha bisogno di vedere TUTTO di sé, riconoscere la propria parte sensibile così come quella aggressiva e trovare la propria personale miscela, esprimere la propria unicità.

Le donne hanno bisogno di parlare della loro aggressività, degli istinti omicidi, delle loro nevrosi e delle loro ombre oscure. Solo così potranno liberarsene. Solo così potranno portare alla luce quella forza che per millenni è rimasta nell’ombra.

Solo così potranno utilizzare quella forza per creare.

Rossella Incanto