Atto Psicomagico,  Gocce di Venere

Atto psicomagico – Giorno 1 – Streghe, Matrigne e Madri Cattive


Da oggi, per 21 giorni, ogni giorno, dono una cosa che so sull’interiorità.

Inizio con un argomento che ha suscitato parecchio interesse intorno a me e di cui trovate i primi accenni nell’articolo Streghe, Matrigne e Regine Cattive… ovvero il lato oscuro della madre.

Breve riassunto.

La figura della Strega, della Matrigna o della Regina Cattiva suscita terrore nel bambino, ma egli viene trasportato in un viaggio dentro il quale il protagonista (giovane come il bambino) raccoglie strumenti, incontra alleati, sviluppa forze che gli permettono di sconfiggere la suddetta Donna Malvagia.

Fin qui, sembra che si tratti di una semplice storia di fantasia, qualcosa di utile per far addormentare o intrattenere il piccino.

Le fiabe, invece, sono molto di più… Le fiabe racchiudono un mondo di simboli, archetipi e segni che parlano in modo diretto all’inconscio, ovvero quella parte di noi in cui sono custoditi i nostri alleati, i nostri mostri, insieme a tutto quello che abbiamo nascosto o che ancora ci è ignoto della nostra anima.

L’inconscio comunica tramite simboli. Ne abbiamo un chiaro esempio nei sogni, dove ogni oggetto o soggetto sognato rimanda a qualcos’altro. Un uomo può rappresentare la nostra parte maschile, il mare può essere la vastità oppure una grande sfida da affrontare. Ogni cosa, nei sogni, è un simbolo.

Nella vita quotidiana, l’inconscio influenza la maggior parte delle nostre azioni, ma mi riservo di approfondire questo argomento in un altro articolo.

Restiamo ora sul tema delle figure femminili cattive nelle fiabe, le quali rappresentano parti interiori oscure della donna e, nello specifico, della madre.

A cosa servono queste figure?
Perché terrorizzare un bambino, quando invece gli si potrebbe raccontare di fate e creature dolci e meravigliose?

Il fatto è che il bambino è già terrorizzato di suo, nella vita quotidiana, e le fiabe gli servono per vedere che i mostri da cui è spaventato possono essere sconfitti e che lui può crescere, diventare forte e realizzare i propri sogni. Con il supporto dell’adulto, il bambino può seguire il corso di una fiaba attraversando le proprie emozioni in tutta sicurezza e ritrovando se stesso nelle diverse fasi della storia. Siamo emulatori, abbiamo bisogno dell’esempio. La fiaba è un ottimo modo per compiere un viaggio dentro se stessi. Questo vale anche per gli adulti.

Torniamo ora alle figure femminili terrificanti nelle fiabe. Esse nascono per aiutare il bambino a confrontarsi con il lato oscuro della propria madre.

Il bambino vede la madre come nutrice, luogo di protezione, accoglienza, calore e morbidezza. La madre, però, è un essere umano, perciò ha dei momenti storti, giornate difficili e può diventare anche dura, spietata alle volte, può scaricare le proprie frustrazioni sul bambino, può chiedere al bambino di rivestire un ruolo da adulto, può vedere il bambino come una fonte di affetto, un luogo in cui essere ascoltata… Ecco quindi che il bambino si trova di fronte al lato oscuro della madre.

Per il bambino è troppo difficile assimilare la parte dolce della madre con quella cattiva, allora le separa, crea delle alternative. Ci sono bambini che inventano uno scambio di persona, dicono che la loro madre è stata rapita o è partita per un viaggio, ed al suo posto è stata messa una donna che le somiglia nel corpo, ma ha un carattere del tutto diverso. In questo modo, il bambino riesce a conservare la visione protettrice della madre e, allo stesso tempo, confrontarsi con la parte cattiva.

Possiamo infatti notare, nelle fiabe, che spesso la madre biologica del protagonista è morta oppure viene pietrificata. In ogni caso, è assente. Al suo posto, giunge la Donna Cattiva.

Le fiabe, raffigurando Streghe, Matrigne e Regine Cattive, offrono la possibilità al bambino di confrontarsi con la parte oscura della propria madre.


Vediamo qualche esempio:


* Regina Cattiva di Biancaneve *

La Regina di Biancaneve rappresenta la madre invidiosa, che prima era la più bella di tutte. Il fatto interessante è che quel “prima” rappresenta il “prima che la fanciulla raggiungesse l’età della maturazione”. Vediamo quindi una competizione da donna a donna. Quando la fanciulla era bambina, quindi fuori dai giochi per quanto riguarda la seduzione, la Regina era ancora la più bella del reame. Nel momento in cui la fanciulla raggiunge un’età interessante per gli uomini, la Regina si sente superata. La Regina potrebbe anche accogliere la propria età, facendo spazio ad un altro tipo di bellezza, alla saggezza, alla conoscenza e altre doti dell’età matura. Invece, la Regina resta su un piano del tutto estetico ed infatti offre alla fanciulla una mela che è molto bella fuori, ma avvelenata dentro. Una precisa raffigurazione della stessa Regina.

La fiaba di Biancaneve può essere di grande supporto per quelle ragazze, donne, bambine, che percepiscono l’invidia della propria madre per la loro giovinezza o bellezza. Possono essere ragazze a cui la madre impedisce di uscire con i ragazzi o con le amiche, oppure una madre che insulta, sminuisce o schernisce la figlia per le sue qualità di donna, come le mestruazioni, il seno, le rotondità o gli istinti sessuali. Le ragazze possono sentirsi boicottate anche da un eccesso di alimentazione, che le fa ingrassare o imbruttire e le rende meno agili nel rapporto con il mondo esterno e maschile.


La figura della Regina Cattiva di Biancaneve viene ben approfondita nel film
Biancaneve
(titolo originale “Mirror Mirror”, ovvero “Specchio Specchio”)
Anno 2012
Regia di Tarsem Singh



* Matrigna di Cenerentola *

Il caso di Cenerentola è simile a quello di Biancaneve. In Cenerentola è ancora più evidente l’indivia per la bellezza e per i modi gentili della fanciulla. A differenza di Biancaneve, di cui viene desiderata la morte e che viene allontanata dal castello, Cenerentola rimane nella propria casa e fa da serva. Viene anche boicottato ogni suo tentativo di andare nel mondo e trovare uno sposo. Ci tengo a precisare che il principe, come ogni figura maschile presente nelle fiabe, rappresenta il lato maschile della protagonista.

La fiaba di Cenerentola può essere utile a quelle fanciulle che si sentono sfruttate dalla madre, anziché nutrite ed accudite. Fanciulle che si occupano dei lavori di casa, devono accudire fratelli e sorelle oppure i genitori stessi. Ragazze che si ritrovano a fare lavori più grandi di loro stesse e che si vedono sminuite di fronte a fratelli e sorelle che hanno invece tutti i privilegi della loro età, come andare alle feste, essere ben vestite ed aprirsi al mondo della società e dell’età fertile.

Una bellissima raffigurazione di questa fiaba è nel film
Cenerentola
Anno 2015
Diretto da Kenneth Branagh
… e con una strepitosa Cate Blanchett nel ruolo della Matrigna



* Strega di Hansel e Gretel *

Nella fiaba di Hansel e Gretel, ci sono due figure femminili cattive. La matrigna e la strega della casa di marzapane. La madre biologica dei due bambini muore e il padre si risposa con una donna cattiva, la quale decide di abbandonare i bambini nel bosco perché la famiglia è diventata troppo povera per mantenerli. Quando sono nel bosco, i bambini trovano la casa di marzapane. La strega che la abita li invita ad entrare e loro, affamati, accettano. Il bambino viene rinchiuso per essere ingrassato e poi mangiato dalla strega, mentre la bambina le fa da aiutante, perché la strega è vecchia ed anche cieca. Infine, la bambina spinge la strega nel forno e salva il fratellino (ovvero il proprio lato maschile). Entrambi scoprono un tesoro nella casa della strega e ritornano così, ricchi, a casa dal loro padre. Nel frattempo, la matrigna – quella che li aveva scacciati – è morta.

La fiaba di Hansel e Gretel può essere utile a quelle ragazze che si sentono circuite ed ingannate dalla madre, una madre che offre loro dei doni e poi in cambio chiede un favore, una commissione, un consiglio o ascolto. Può essere anche una madre che si interessa alla vita della figlia, con l’obiettivo di nutrirsene, di vivere attraverso di lei, di portarla a fare quello che lei stessa (la madre) vorrebbe. Oppure una madre che chiede alla figlia delle sue occupazioni per poi avere la scusa di parlare di sé. Una fiaba, questa, per tutte quelle ragazze e donne che desiderano salvare il proprio lato maschile e muoversi verso la ricchezza.


Diversi sono i film che raccontano questa storia, tra cui quelli in cui l’epilogo è un confronto tra madre e figlia, dove la figlia si sgancia dalle aspettative della madre, dichiara i propri obiettivi ed afferma che il sogno che stava inseguendo era il sogno della madre.

Un film che però vi consiglio – solo se avete una buona scorza per affrontare l’argomento – e che tratta anche di abuso, è

Precious
Anno 2000
Regia di Lee Daniels


*

Bene, in questo articolo ho portato solo degli accenni, degli spunti per iniziare a vedere il tema della parte oscura della madre affrontato nelle fiabe.

Ci sono elementi ricorrenti nelle fiabe, come il bosco o la foresta oscura, il cavaliere, la spada, il mago, i nani o folletti… Ogni oggetto e soggetto della fiaba rappresenta un contenuto interiore e l’approfondimento di questi aspetti richiede un articolo, un libro, un’enciclopedia a parte!

Il mio invito, per questo momento, è quello di soffermarsi su quello che è possibile percepire e porsi una domanda: “Che cosa rappresenta per me questo?”. Che cosa rappresenta per me la regina cattiva? Che cosa rappresenta per me il grillo parlante? Che emozioni provo di fronte al lago incantato? … Lasciando che le risposte emergano in modo spontaneo, è possibile incontrare il proprio mondo interiore e conoscerlo meglio.


Infine, per approfondire, consiglio tre letture:


Il mondo incantato
Bruno Bettelheim


Le fiabe interpretate
L’Animus e l’Anima nelle fiabe
Marie Louise Von Franz


Buon viaggio dentro voi stessi…


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Questo articolo può essere ascoltato scaricando l’audio al link
https://we.tl/t-ItcKb9I6PF
disponibile fino al 16.10.2019.

Buon ascolto e alla prossima,
Rossella