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Atto Psicomagico – Giorno 4 – Vittima e Carnefice sono Complici

Il tema che affronto oggi è piuttosto delicato e scardina molte delle convinzioni su cui si basa il nostro sistema sociale, economico e politico, nonché e soprattutto quello mentale, emotivo e relazionale, che rappresenta il fondamento della società e di tutto quello che ne consegue.

Per affrontare questo argomento nella sua pienezza, sarebbe necessaria una premessa consistente e in questo intervento mi limito a sintetizzare, per poi passare oltre. Chi desidera maggiori dettagli è invitato all’articolo Ombra e Proiezione ed alla sezione Video del sito.

Quindi, prima di giungere al punto in cui vittima e carnefice sono complici, espongo in sintesi ciò che sta alla base di questa affermazione.

Succede questo.
Quando il bambino viene al mondo, si trova in un ambiente che chiamiamo Famiglia, composto da chi si prende cura di lui, gli dà cibo, protezione, vestiti e tutto quello che gli serve per la sopravvivenza. Il bambino ha tutto l’interesse a farsi ben volere dalla Famiglia, visto che da questo ambiente dipende la sua sopravvivenza.

Questa Famiglia è composta da individui che hanno delle idee, delle convinzioni e ben presto il bambino si accorge che, per garantirsi il proprio posto nella Famiglia, gli conviene comportarsi in base alle idee dei suoi componenti.

Così, il bambino mette in Ombra quelle parti che sono rifiutate della Famiglia e porta in luce quelle che sono accolte.

Per esempio, se il bambino mostra una certa vivacità e questa è ritenuta sbagliata dalla Famiglia, che sostiene un comportamento contenuto, allora il bambino mette in Ombra la sua vivacità, favorendo un atteggiamento più composto.

Le parti messe in Ombra continuano comunque a vivere e, per farsi notare e potersi esprimere, vengono Proiettate su sintomi o altre persone.

Nel caso del bambino vivace, può succedere che il bambino stringa una forte e segreta amicizia con un semi delinquente, oppure ammiri o ripudi i soggetti che esprimono la propria vivacità.

La Proiezione è un sistema di difesa della psiche, perciò è del tutto naturale, è attiva in ogni individuo, ed agisce in modo inconscio, quindi la maggior parte delle persone ignora che in sé si muova questa dinamica. La dinamica funziona in modo perpetuo ed automatico.

Vien da sé che il nostro sistema sociale si basi sui concetti di colpa, vittima, carnefice. Questo mantiene le persone in uno stato costante di giudizio, verso se stesse e verso gli altri, oltre che di paura. Un’antica paura di essere abbandonate o rifiutate se si comportano in modo diverso da quello imposto.

Le persone, quindi, così come faceva il bambino, continuano a mettere in Ombra e Proiettare quelle parti di sé che l’ambiente intorno ritiene sbagliate.

Ecco quindi che la persona si ritiene vittima di uno scippo, vittima di un abuso, vittima di una malattia, ignorando che lei stessa ha contribuito allo sviluppo di quella situazione, poiché quello che lei ritiene essere il suo carnefice è in realtà un soggetto che incarna la sua Proiezione.

Vittima e Carnefice sono complici.

Vittima e Carnefice stanno entrambi proiettando sull’altro la propria parte in Ombra.

Il Carnefice può essere stato un bambino che ha messo in Ombra la sua parte sensibile e quindi si trova a far del male agli altri per continuare a confermare l’idea forte di sé. Può essere stato un bambino cresciuto nell’idea che solo i prepotenti sopravvivono, che solo con la forza si ottengono le cose e, nel caso di un abuso sessuale, il carnefice in questione può essere stato educato con l’idea che le persone vanno sottomesse, oppure che la parte femminile (di sé e degli altri) è una cosa sbagliata e va punita. Può anche essere stato un bambino privato dell’affetto, che conosce un modo solo, quello violento, per ottenere un contatto fisico con un’altra persona.

Tengo a precisare che, oltre a mantenere l’idea di vittima e carnefice, si mantiene l’idea che gli abusi sessuali siano prerogativa degli uomini e viene quasi del tutto nascosto il fatto che anche le donne e le madri abusano, picchiano e violentano. Questa visione univoca mantiene la donna nel ruolo di sesso debole, nascondendo la sua parte oscura, forte e potente.

Inoltre, molte delle associazioni per la difesa delle donne appunto vittime di abusi sono fondate sul concetto di guerra nei confronti del soggetto che ha abusato, in genere un uomo, e questo può solo aumentare la Proiezione, quindi la probabilità che l’evento si ripeta, nonché il dolore già presente in quella che viene considerata vittima.

La vittima, per portare un altro esempio, può essere una persona che ha messo in Ombra la propria forza e l’ha delegata all’esterno. Per questo motivo, la vittima è complice del carnefice, poiché alla vittima – in modo del tutto inconscio – sta bene che la parte del cattivo la faccia un altro, così lei mantiene l’idea debole di sé, l’idea candida e remissiva che è accolta dalla Famiglia. Restando vittima, lei si garantisce il posto in Famiglia.

Lo stesso vale per il carnefice. Il carnefice mantiene l’idea di sé forte e prepotente che è accolta in Famiglia.

Ne consegue che, continuando con questo tipo di atteggiamento, in cui la colpa è sempre dell’altro, in cui ci sono vittime e carnefici, in cui si vive nella paura, la responsabilità individuale viene a scomparire, facendo spazio sempre di più all’Ombra e ad una sempre più forte dipendenza.

Vittima e Carnefice sono Complici, in quanto entrambi mantengono un ruolo che fa loro comodo, perché gli garantisce l’appartenenza al clan, alla Famiglia, così come la Famiglia vuole che loro siano.

Ho portato qui alcuni esempi e l’argomento, come forse immaginate, apre molte porte e possibilità di pensiero e confronto. Resta vivo in me l’interesse di approfondire in altre occasioni e, per adesso, mi auguro che la mia esposizione sia stata chiara e che possa avervi dato spunti utili per osservare le parti di voi che tenete nascoste e che ancora vi creano sofferenze. Perché in fondo, soffrono tutti, sia le vittime che i carnefici.


Un testo che vi consiglio sull’argomento è
Ombra – Apri la Porta al Lato Oscuro della tua Anima
Un manuale per imparare a riconoscerla e amarla
di Ruediger Dahlke



Questo articolo può essere ascoltato scaricando l’audio al link:
https://we.tl/t-exzgTqefM9
disponibile fino al 19.10.2019.



Grazie per l’ascolto e alla prossima,
Rossella Incanto