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Atto Psicomagico – Giorno 15 – Vuoi il cambiamento… ma riesci a tollerarlo?

Mi trovo spesso a pensare che vorrei una vita diversa. Credo che succeda a molti. Desideriamo una casa più grande, un corpo più snello, o più grosso, un lavoro gratificante, meno impegni… “Come mai, visto che lo desidero così tanto, quello che sogno non si realizza?”

Uno degli impedimenti sta nel fatto che abbiamo paura di realizzare quello che desideriamo.

Abbiamo paura di perdere l’amore o trovarci in difficoltà una volta realizzato il nostro desiderio.


La donna in difficoltà economiche vorrebbe guadagnare di più, ma nel suo intimo teme che la ricchezza la porterà ad essere presa di mira dagli invidiosi, oppure da chi le chiederà dei prestiti, o ancora che verrà accusata di essere avida.

La ragazza in sovrappeso desidera dimagrire, ma ha paura di fare un torto alla sua famiglia se diventa snella, teme di diventare troppo attraente e di attirarsi attenzioni fastidiose o di essere troppo esposta, di perdere la sua protezione.

Il ragazzo in sottopeso che desidera prendere un po’ di muscoli, in fondo teme di diventare prepotente come i compagni di classe che lo prendevano in giro da piccolo, oppure teme di occupare troppo spazio, visto che in famiglia sono già in tanti e le condizioni sono ristrette.

O anche tu, vorresti una casa più grande, ma temi che poi non riuscirai a gestirla, che ci sarà troppo da pulire o da pagare, che poi sarai obbligato ad ospitare gli amici, mentre adesso nel tuo monolocale hai la scusa buona per startene per conto tuo.

Un desiderio, oltre a delle fantastiche sensazioni, nasconde anche delle paure, le paure che hanno portato quel desiderio a restare nell’Ombra. Le paure, in fondo, sono quelle di essere rifiutati dalla famiglia, da chi ci vede in un certo modo ed è abituato a relazionarsi con la maschera che stiamo portando.

La nostra condizione attuale, per quanto difficile, ci mantiene in uno stato di tranquillità. Sappiamo che, così come siamo, la famiglia ci apprezza.


“Vorrei un lavoro in cui sono più felice, in cui fatico meno, ma ho imparato che il lavoro è sofferenza e sacrificio. Mio padre si è letteralmente rotto la schiena lavorando e di questo sembra quasi andarne fiero. Non ho il coraggio di presentarmi con il sorriso quando vado a trovarlo dopo il lavoro.”


“Vorrei essere più magra, ma mia madre mi ha sempre detto che le donne snelle vanno con tutti e non si sposano, nessuno le ama davvero, perché le vogliono solo per il loro corpo. Allora mi conviene essere un po’ più cicciottella, così chi sta con me so che mi ama davvero e mia madre mi accoglie con più benevolenza, come se fossi davvero una di famiglia. Durante la scorsa cena di Natale – ero riuscita a perdere un po’ di chili – la mia famiglia mi ha stressata tutto il tempo e mi hanno costretta a mangiare di continuo. Non potevano tollerare che fossi dimagrita. Erano terrorizzati che morissi di fame e poi sembrava quasi che io fossi il nemico.”


“Mi piacerebbe guadagnare di più, ma sono stato cresciuto con l’idea che c’è più onore nella povertà, che la gente mi rispetta di più e avrò sempre qualcuno su cui contare se sono modesto. Mi è capitato di fare qualche lavoro ben pagato e gli amici hanno subito cominciato a dire che dovevo offrire la cena a tutti, che adesso sì che potevo fare la bella vita… qualcuno ha detto che mi ero montato la testa. Mi sono sentito solo.”


Un ostacolo rappresenta una resistenza, che noi stessi mettiamo tra noi e il nostro desiderio.


Quell’ostacolo ci permette di restare così come siamo, così come la famiglia ci vuole e quindi ci accoglie. Noi stessi abbiamo scelto la situazione attuale, come atto di amore nei nostri confronti.


Accogliere il nostro essere attuale, insieme alla paura, ci permette di porre fine al conflitto ed aprire le porte al cambiamento, per andare verso qualcosa che ci fa stare meglio, sapendo che l’amore sarà sempre garantito, perché saremo noi a darcelo, passo dopo passo.


Buon viaggio,
Rossella Incanto