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Atto Psicomagico – Giorno 21 – Portare a termine


Oggi è l’ultimo giorno di questo Atto Psicomagico ed apro i miei occhi con sorpresa, osservando che sono arrivata alla fine. Ho portato a termine questo progetto. Ancora sono tremante, nel dirlo. Per me è un’emozione nuova, forte, totale.

Sono nata con il parto indotto, perciò non ho portato a termine la mia gestazione. Il parto indotto è appunto un parto che viene stimolato dall’esterno, senza che il bambino metta la propria energia o forza nell’atto di nascere. Il bambino viene spinto ad uscire da forze esterne.

Quindi, il bambino nato con parto indotto non ha sperimentato il portare a termine il primo progetto della sua vita. Così, può trovarsi, nella vita, ad essere sempre spinto dagli altri nel fare le cose, oppure a sentirsi scacciato via dai posti in cui sta bene o si sta rilassando, oppure che gli venga messa fretta, che non abbia il tempo di elaborare, processare e decidere le cose con i suoi tempi, così come è avvenuto nell’utero.

Il modo in cui nasciamo condiziona il resto della vita, almeno finché decidiamo che sia così.

Per me è sempre stato difficile essere costante. Molte persone vicine a me hanno notato questo atteggiamento, l’abitudine a perdermi, a distrarmi… a decidere una cosa e poi farne un’altra il giorno dopo… Anche per me era una continua fatica… Nulla restava tra le mie mani, dopo tanti sforzi… Tutte le belle idee che passavano dalla mia mente, tutti gli appunti, le poesie, i disegni, i progetti… restavano tutti nel cassetto ed altri si ponevano alla mia attenzione, in un vortice continuo.

Ricominciavo sempre daccapo una cosa nuova, senza aver finito quella vecchia.

Mi viene in mente che, da bambina, ero appassionata di puzzle. Ero molto brava nel farli. Poi li smontavo e ripetevo… Chissà, forse cercavo di dimostrare che potevo portare a termine… forse cercavo di fare quello che non avevo fatto nascendo… chissà…

Ora giungo a questo punto, ad aver concluso questo ciclo. Un altro mi aspetta. Un progetto che sto portando a termine… ed un altro ancora dopo di quello… Ora so che posso farlo. Ora mi piace. So che, con i miei tempi, tutto si compie. So che posso scegliere che cosa realizzare, sentendo e seguendo il mio ritmo.

Ora so che sono capace di portare a termine le cose che desidero.


Per me è una sensazione immensa, di cui sono ancora poco cosciente e che, per adesso, ha l’effetto di spargersi nel corpo come una sostanza inebriante, che mi culla, conforta, sconvolge e rallegra allo stesso tempo…

Io sono capace di farlo.

Alcune persone sanno quanto sia stata influente in me l’impronta del “non sono capace”. Ora me ne rendo conto anche io… Un condizionamento che ti frena ancora prima di aver mosso il primo passo, ancora prima di provarci, ancora prima di aver avuto la possibilità di sbagliare. “Non sono capace e basta, inutile iniziare.”

Ora so che posso farlo.

Ora so che sono capace.

E questo mi riempie il cuore di gioia e commozione.

Grazie a tutti.

Grazie a tutti quelli che mi hanno seguita e a quelli che verranno.

Grazie a chi mi ha detto no e a chi mi ha spronata.

Grazie a chi ha ascoltato i miei drammi ogni giorno e mi ha fatto vedere che cosa ci fosse dietro.

Grazie a chi mi ha insultata, facendomi vedere quanto poco credevo in me.

Grazie a chi diffonde le mie opere, ricordandomi che sono utili e che tutti abbiamo bisogno.

Grazie a chi mi ha detto che non potevo farlo, perché mi ha stimolato la forza reattiva necessaria per combattere, per urlare, per arrabbiarmi, per investire ancora di più in ciò che mi stava a cuore e che era fondamentale per la mia vita, per essere viva.

Infine, seppur sia all’origine, grazie a chi ha indotto la mia nascita, affinché io comprendessi il valore dell’essere aiutati e potessi perdermi e distrarmi per 41 anni, sentendo la frustrazione per le cose che sfuggono, dei desideri che restano nell’ombra, riconoscendo l’importanza dell’afferrare, del fare proprio, del costruire, del dare un nome e una forma, arrivando a comprendere il bisogno vitale di concludere, finire, realizzare, portare a termine… Grazie a chi, dandomi una spinta, mi ha portata a voltarmi indietro e dire: “Oh! Tieni giù le mani! Faccio le cose con i miei tempi!”… arrivando a capire che “Sono capace di portare a termine seguendo il mio ritmo”.

Grazie.

Auguro a tutti di trovare la propria strada.

Buon Viaggio,
Rossella Incanto









Per questo Atto Psicomagico, ringrazio Alejandro Jodorowsky per tutto il suo contributo e per il documentario “Psicomagia. Un’arte che guarisce”, dopo la cui visione ho deciso di iniziare questo Atto.



Per il grande lavoro sugli effetti della nascita, ringrazio Robyn Fernance e il suo libro “Dimmi come sei nato e ti dirò chi sei”, che ho atteso e letto con forte passione.



Alla prossima… il viaggio continua…