Il Bello dell’essere Introversi

Sono qui a scrivere anche grazie al libro di cui sto per parlarvi. Mi ha risvegliata a me stessa, in modo semplice, profondo e delicato.Forse, infine, con l’approccio più adatto per me. Sono una persona introversa. Per la società occidentale, questo significa avere dei problemi psicologici, essere asociali, noiosi, ripetitivi, monotematici… ed essere considerati spesso dei guastafeste, perché si mette un po’ di buon senso in situazioni che stanno andando alla deriva a causa di emozioni euforiche incontrollate. Fin dalla scuola elementare e ancora prima, un bambino che ama giocare da solo, intrattenersi con uno o pochi amici intimi, che riflette prima di rispondere, che è gentile e delicato, un po’ taciturno e con i pensieri che volano in mondi fantasiosi… un bambino così si trova spesso circondato da bulli che lo prendono in giro dicendogli che è ritardato, da genitori che lo spronano ad essere più vigoroso e da insegnanti che lo spingono ad essere più socievole. Viviamo in una società impostata sull’estroversione, attitudine che ha molte qualità positive e di cui il mondo ha bisogno, ma che diviene distruttiva se indossata a forza. Quanti di voi si sono sentiti in obbligo di chiacchierare ad una festa? Quante volte siete usciti per andare ad un evento, quando invece avreste preferito stare a casa a leggervi un libro o giocare a scacchi o immergervi in un bagno caldo? Se vi è capitato, allora può darsi che siate persone introverse, ovvero persone che: amano scambiare confidenze con un amico intimo preferiscono argomenti profondi prediligono le attività tranquille e riflessive pensano a lungo prima di rispondere – o almeno lo vorrebbero danno ascolto alle proprie paure sono reticenti a lanciarsi nelle avventure si trovano spesso ad osservare se stesse e l’ambiente circostante pensano ed elaborano i propri pensieri, li sezionano e ricompongono si dedicano all’arte, alle costruzioni, alla logica, alle minuzie si sentono a proprio agio nel silenzio, nella calma, nell’ordine Può darsi che vi piaccia stare da soli anche per giorni, senza parlare con anima alcuna, pur amando molto i vostri familiari ed amici. Avete solo – e in modo del tutto naturale – bisogno di stare da soli per ricaricarvi. Per una persona introversa, alle volte, interagire è un vero sforzo che la lascia spossata, anche se si tratta di scambiare due parole. Anzi… proprio quando si tratta di scambiare due parole semplici o di circostanza, la persona introversa deve andare contro la propria natura. Gli estroversi faticano a comprenderlo e spesso si sentono rifiutati o messi in disparte, credendo che il silenzio degli introversi significhi che questi ce l’hanno con loro, che li odiano o li evitano a tutti i costi. Il che è in parte vero. L’introverso evita tutto quello che lo può disturbare, anche se si tratta di una persona a cui vuole bene. Gli introversi hanno un reale e profondo bisogno di stare da soli e ricaricarsi. Quando trascurano questo aspetto, si ammalano, anche in forma grave. « (…) per alcune persone, la solitudine, è l’aria che respirano»Susan Cain In questa società che onora le persone baldanzose, essere introversi è considerato un problema, una patologia, quando invece essere introversi significa avere un approccio alla realtà “intro”, ovvero orientato verso l’interno. Le persone introverse vedono quello che sta all’interno del fatto o dell’oggetto, capiscono come si sente una persona e che cosa sta pensando, solo osservandola a distanza. Le persone introverse vedono l’interno della realtà. Le persone estroverse vedono l’esterno della realtà. Il mondo ha bisogno di entrambe le qualità. Ha bisogno degli introversi come degli estroversi. Il problema nasce quando un’intera società – a partire dalla scuola, fino ad arrivare ai luoghi di lavoro e socialità – è strutturata per persone di un solo tipo. In questo modo, viene a mancare l’equilibrio e le conseguenze sono sempre distruttive. Sta a noi introversi riconoscere le nostre qualità, dare spazio ai nostri bisogni, affermare ciò in cui crediamo con la nostra calma e pacatezza. Una persona introversa è socievole, ama incontrare i propri amici intimi e passare con loro del tempo, ama stare con gli altri, in ambienti tranquilli come le biblioteche o le caffetterie o i circoli in cui si condividono interessi che stimolano la riflessione e la calma. Una persona introversa riesce anche a superare la propria reticenza ad incontrare il pubblico quando fa qualcosa che le piace, quando tratta argomenti che la appassionano. L’estroversione è una qualità di cui sono dotati anche gli introversi, così come gli estroversi sono dotati di introversione. Questo è naturale e sano. Molti oratori, cantanti, attori ed insegnanti, sono persone introverse, che vanno oltre il proprio guscio protettivo quando si tratta di immergersi in quello che più amano ed in cui credono. Inoltre, molte persone introverse sono ottimi investitori, leader, alla guida di grandi aziende, società e istituzioni. Riescono a parlare in pubblico perché hanno una forte passione per quello che fanno. Il libro porta decine di esempi, vi invito a leggerlo.Sono 400 pagine che ho divorato in tre giorni… farete fatica a staccarvi, ve lo garantisco. Ecco, adesso parlo da vera promoter – quale proprio non sono! – perché parlo di qualcosa che mi appassiona. Quiet Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare di Susan Cain è scritto bene, con il cuore, con la delicatezza e la comprensione di una persona che sa che cosa significa sentirsi schiacciati dalle pressioni esterne e trovare difficoltà ad esprimere i propri talenti. Una persona che, come me, come te, si è accorta che aveva indossato una maschera per molto tempo, si era costretta a recitare un ruolo e dopo ha scoperto la propria natura, dandole tutto lo spazio necessario per esprimersi. Gli introversi sono persone preziose per questo mondo che corre.Sono quelli che ti avvisano di un pericolo.Sono quelli che riescono a vedere che cosa è davvero importante per te e ti aiutano ad esprimerlo.Gli introversi sono quelli che si prendono il tempo per decidere e, di solito, scelgono la cosa migliore. Grazie per l’ascolto e buona lettura. Rossella Incanto